Arpanet, ancêtre de l’Internet actuel, a été créé en 1969 par le département américain de la défense, plus précisément par l’agence Advanced Research Projects Agency. Il s’agissait d’un réseau reliant les centres de recherche de l’armée et les universités américaines. Un nouveau protocole d’échange fut introduit: le protocole IP.

En 1974, on peut fixer la naissance d’Internet dans la forme actuelle. Un certain nombre de réseaux existaient déjà à travers le monde, mais sans communications entre eux. Le défi consistait à trouver un langage commun à tous. Cette décision fut prise à la conférence internationale qui eut lieu en 1972 à Washington. En 1974 le nouveau protocole d’échange TCP/IP voit le jour, permettant ainsi la communication entre les différents réseaux.

A partir de ce moment le réseau se développe rapidement, notamment aux Etats-Unis, auprès des centres scientifiques et universitaires, grâce au réseau NFSN financé par la National Scientific Foundation. En 1980 le protocole TCP/IP devient de domaine public, permettant son utilisation à tout le monde.

Au début des années ’90, parallèlement au réseau académique de départ, s’interconnectent des réseaux à vocation commerciale. Aujourd’hui le réseau Internet met en interconnexion un grand nombre de réseaux informatiques mondiaux, nationaux et régionaux sur la base du protocole TCP/IP.

Les principales applications utilisées sont les forums de discussion, la messagerie électronique et le World Wide web. Le WWW en particulier est l’application la plus utile aux fins commerciales. Il est en effet la « toile d’araignée » mondiale formée par l’ensemble des milliers de serveurs du monde, reliés entre eux par des liens hypertextes. Nous y accédons grâce à des applications tels que Internet Explorer et Netscape Navigator, applications qui nous permettent d’accéder à des informations sous forme de texte ou multimédias (son, image, vidéo, texte).

Roland Hochstrasser

Nel 1872 Jules Verne pubblica un romanzo che ancora oggi, 140 anni dopo, tutti conoscono e apprezzano per la forza evocativa: Le tour du monde en quatre-vingts jours. La storia narra le vicende di Phileas Fogg, un ricco galantuomo londinese abitudinario, sedentario, riservato. Il 2 ottobre 1872, narra il libro, Fogg lascia la sua residenza di Saville Row e si reca come consuetudine al Reform Club. Come ogni giorno, alle undici e mezzo raggiunge la sede del club dopo aver collocato 575 passi.

L’enigmatico protagonista si lascia coinvolgere in una discussione con alcuni soci del club che, partendo dai recenti avvenimenti, in particolare il furto di 55'000 sterline, si mettono a discutere sulla facilità per il ladro di dileguarsi in un mondo sempre più piccolo. Phileas Fogg finisce con l’accettare la scommessa lanciata dal Signor Stuart e sostenuta dai colleghi Fallentin, Sullivan, Flanagan e Ralph. I gentlemen scommettono ventimila sterline sull’impossibilità di percorrere il giro del mondo in 80 giorni. Il nostro protagonista parte da Londra la sera stessa, dove tornerà vincendo la scommessa 80 giorni dopo, il 21 dicembre.

Resi famosi dal celeberrimo Phileas Fogg, i globe-trotters vissero una stagione d’oro nei primi decenni del Novecento. Fantasiosi e intrepidi, realizzarono le spedizioni più improbabili con mezzi spesso improvvisati, finanziando il viaggio con la vendita di cartoline illustrate o di altri souvenirs.

Le avventure documentate a partire dalla fine del XIX secolo sono di diverso tipo: giro del mondo, passeggiate trans-continentali, percorsi di vario interesse, realizzati in solitaria o in compagnia di persone o animali. Ma quali possono essere le motivazioni che spingono persone perfettamente normali, come Phileas Fogg, a lanciarsi in avventure così estreme? In generale possiamo identificare alcuni fattori comuni: una scommessa, la voglia di protagonismo, il desiderio di stabilire un primato in un contesto dove l’esplorazione geografica ha assunto connotati popolari, oppure per attirare l’attenzione su tematiche pubbliche o per la raccolta di fondi.

Roland Hochstrasser

www.museodelviaggio.org

Il lavoro svolto in queste settimane si è concentrato sullarchivio delle domande di costruzione del Comune di Miglieglia. La situazione prima dell'intervento di catalogazione era piuttosto problematica, soprattutto per quello che riguarda la gestione delle informazioni. L'archivio non disponeva infatti di una catalogazione sistematica che ne permettesse una facile fruizione. Inoltre l'archivio era depositato in luoghi diversi. La ricerca degli incarti si basava principalmente sulla pazienza e sulla conoscenza da parte dei funzionari del comune.

Le modifiche subite dai piani catastali del comune di Miglieglia hanno complicato notevolmente il lavoro. La distribuzione e la codificazione delle parcelle hanno infatti vissuto 3 riforme importanti:
  1. Piano catastale vecchio;
  2. RT (Raggruppamento Terreni) : codificazione intermedia che ha preceduto quella definitiva;
  3. RFD (Raggruppamento Fondiario Definitivo) : a cui corrisponde la codificazione e la struttura catastale attuale.

La procedura per l'inserimento dei dati variava in funzione del tipo di codificazione. Se la domanda di costruzione riportava il numero di parcella vecchio o RT, i dati dovevano essere cercati e verificati facendo capo al catastrino e al sommarione. Per le domande più vecchie si è resa necessaria un'analisi comparata tra i piani delle parcelle. L'aiuto della segretaria comunale si è rivelato in questo senso estremamente prezioso.

L'obbiettivo principale della nuova gestione di questo archivio è di facilitare la gestione amministrativa delle informazioni catastali e rendere il processo più funzionale. Per realizzare questo obbiettivo è stata creata una base dati che permette di avere un resoconto sistematico e rapido degli archivi. Gli archivi sono stati inseguito riuniti e classificati in un unico archivio ordinato secondo il numero di parcella.

Roland Hochstrasser
Marzo 2003
Comune di Miglieglia

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